Cerco di migliorare le sfumature delle nuvole,giocando con sovrapposizioni di bianco che sfumo verso il cielo con pennello morbido per non ottenere linearita' nei bordi della nuvola che darebbero innaturalezza(Le nuvole spazzate dal vento non sono mai nitide),e di blu-viola-bianco che sfumo pure quelle.
Dina e' molto interessata!Diventera' una pittrice pure lei a forza di guardarmi.
Questa foto dovra' darmi l'idea dello sfondo del mio lavoro
Inizio ad andare avanti con il dipinto,partendo da una uniforme e tirata stesura di bianco titanio con pochissimo diluente su tutta la superficie.
La prova che sia tirato bene basta con il polpastrello toccare il bianco steso e vedere che rimane un po' sporco il dito ma non scompare il bianco sulla tela.Si puo' allora cominciare a pennellare con il blu sopra cercando di avere un andamento cris -cros,a zig-zag.In questa maniera il bianco tende a miscelarsi al blu e in base ai colori scelti si ottiene una sfumatura eccellente.Questa tecnica si chiama dipingere sul bagnato.
Dal momento che il quadro e' grande,100 x 70,i pennelli da usare per queste operazioni sono grandi.Per la stesura del colore bianco iniziale va bene una pennellessa tipo quella della foto,per il blu puo' andare piu' piccola ma sempre pennellessa,poi per questa fase di uniformita' si ritorna alla grande,ben pulita e asciutta.La pennellata deve essere morbida e regolare,fino a che non si nota che i colori si sono perfettamente amalgamati.
Ho messo un po di bianco e un po' di bianco-blu-per formare le nuvole in maniera marcata e aspetto un paio di orette.
Con questo pennello morbido sfumo in maniera circolare verso il cielo il colore non ancora indurito ma gia' sufficentemente lavorabile.
Ora attendo che si asciughi un po' per ulteriori miglioramenti.
Spiego come faccio a dipingere il fiore:prima stendo una prima mano di colore dominante cercando di uniformarlo il piu' possibile con un pennello morbido.Il colore deve essere non troppo diluito.
Dino,il mio pappagallo cenerino,spesso mi guarda e vuole pure lui imitarmi.
Aggiungo subito fopo il bianco dal centro verso la meta' del petalo,sfumando il tutto .Poi aggiungo il blu nei bordi estremi e li sfumo verso il centro.
In questi giorni ,dovro' solo fare tanti petali e tante foglie,anche di altre dimensioni .Quando ne avro' fatte a sufficenza,passero' alla fase di assemblaggio.
Per stendere la pasta di mais uso questo strumento,sia il legno della tavolozza che il cilindro rotante devono essere asciutti.
Ottenuta una discreta sfoglia la si mette sullo stampo e con il dito si fa' aderire per bene,ottenendo lo spessore voluto.Se la pasta e' fatta bene,si puo' arrivare anche a decimi di mm,quindi molto sottile,come carta.
Senza nessun problema di aderenza si stacca il petalo di pasta e come si vede i solci rimangono bene impressi e in maniera naturale.
Con un bisturi,cutter o altro,possibilmente tagliente,si incidono i bordi per ottenere la forma voluta.
Importante ora ,senza aspettare troppo per non fare essicare la pasta,comprimere con le dita tutto il bordo del petalo in maniera da farlo terminare sottilissimo,che a essicatura avvenuta conferira' una naturalezza sorprendente.Il top dell'esucuzione e' di comprimerlo con il dito avvolto in cellofan per non fare venire l'impronta dei polpastrelli sulla pasta.
I petali dell'ibisco sono molto ondulati e quindi e' necessario imitare queste pieghe con ancora la pasta ben elastica.Si puo' usare svariate tecniche,con l'aiuto delle mani o con manici di pennello o stuzzicadenti(sono i primi che mi sono venuti in mente);avento davanti un petalo vero ,lo si puo' copiare alla perfezione .
Ecco un esempio di come puo' venire,ma le possibilita' sono infinite.
Un consiglio e' di mettere sempre dentro al sacchetto di plastica dove si tiene la pasta di mais i pezzetti che rimangono dopo i tagli dei petali,in maniera che si possono riutilizzare.Se rimane all'aria per qualche minuto non e' piu' adatta .
Quando di preleva un pezzetto dal sacchetto per fare un petalo,se si nota che si e' indurita si puo' aggiungere della crema nivea a piacimento fino a renderla di nuovo malleabile.
Ho le idee ancora vaghe su cosa fare ma intanto posto il fiore che vorrrei imitare .
Incomincio facendo uno stampo di un petalo e di una foglia.
Puo' essere fatto con silicone,ne esistono di svariati tipi,valido il Latex della Gedeo,io lo trovo all'hobby legno a Bologna. Uso un materiale che usano i dentisti per rilevare le impronte che e' molto simile e si puo' vedere nella foto.
Altri materiali possono essere il gesso o la stessa pasta di mais lasciata seccare fino al giorno successivo.
Una volta creato lo stampo che piu' ci soddisfa,si stende un po' di pasta su di un piano liscio.La sfoglia va' pigiata sullo stampo in maniera ce vengano impresse le venature.
Stessa cosa vale per la foglia.
Uso la tecnica dello stampo perche' il lavoro finale risulta piu' naturale.
Le venature saranno in rilievo e non dei solchi come invece verrebbero se si usasse la foglia direttamente sulla pasta stesa.